“In queste ore centinaia di colleghi stanno rispondendo alle infinite domande che l’opinione pubblica si pone in merito alla epidemia di nuovo Coronavirus ed in particolare sul gradimento della posizione pubblica assunta dall’Ordine Nazionale dei Biologi circa la natura della malattia e le conseguenti esagerazioni per non dire panico che tale evento sta suscitando: misure di quarantena, cordoni sanitari, paralisi dell’intera economia delle regioni settentrionali ove maggiormente si produce la ricchezza nazionale.

I Biologi NON VIVONO sulla Luna e non credo siano estranei dai contraccolpi che la congiuntura produce sopratutto sull’occupazione…… : la scienza non e’ avulsa dalla societa’ sopratutto se ad affliggere il popolo sono fattori epidemici e che interessano direttamente la sfera di competenza dei Biologi.

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Lo scorso 20 febbraio al centro di genetica “Ceinge” di Napoli, ho avuto il piacere e l’onore di premiare la professoressa  Maria Capobianchi e l’equipe di Biologi che con lei hanno isolato da materiale infetto il nuovo Coronavirus e codificato il suo RNA, presso l’Ospedale Spallanzani di Roma.

Ho quindi deciso di divulgare un comunicato stampa invitando alla moderazione ma anche a scongiurare il panico, trattandosi di un virus , il Covid 19, a bassisima letalita’, che colpisce anziani gia’ gravemente affetti da malattie pregresse e persone prive di difese organiche ed immunitarie in generale.

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Come e’ stato spiegato dal collega genetista  Daniele Tedeschi in una sua recente video intervista pubblicata  sul sito dell’ONB, la popolazione europea e’ poco sensibile all’attecchimento di questo tipo di virus per la presenza di un particolare polimorfismo della variante genetica HLA B27 .

In sintesi la popolazione europea non possiede sulla superficie cellulare  antigeni di superficie che offrano al virus la possibilita’ di ancorarsi e poi penetrare all’interno delle cellule contrariamente a quanto avviene per la popolazione nel Sud della Cina ove , nel 70 per cento della popolazione, si caratterizza il polimorfismo HLA B 27 04 che rende la cellula vulnerabile al virus.

Si badi bene che non si tratta di una scoperta bensi’ solo dello studio di una larga bibliografia dedicata al gene HLA nelle malattie reumatiche e autoimmuni che ha evidenziato anche questa particolare peculiarita’.

Abbiamo subito informato le autorita’ preposte allegando  la bibliografia ed in qieste ore  dalle stesse autorita’ stanno giungendo messaggi di minore  allarme e di convergenza  sulle  posizioni esposte per primi dall’Ordine dei Biologi.

Finanche  un giornale come il New York times  si e’ interessato alla vicenda ed alle posizioni dell’ONB oltre che le principali agenzie di informazione“

Conclusioni

Questa  follia collettiva che si e’ scatenata un po’ in tutto il Paese anche per la distorta informazione di certa stampa che ci rende redicoli in tutto il mondo sostenuta e strumentalizzata  dalle  solite  frange della politica politicante, deve cessare.

Ricordate che la paura e’ un demone che si insinua  nella nostra testa e che oltre che abbassare le nostre difese immunitarie, ci impedisce di mantenere la lucidita’ necessaria per affrontare le emergenze in modo razionale.

Un saluto dal vostro Nutrizionista

Dr.Paolo Paganelli